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Giuseppe, il nutrizio di Gesù
 cfr. cap. 36 de "L’Evangelo come mi è stato rivelato" di Maria Valtorta Centro Editoriale Valtortiano srl
http://www.scrittivaltorta.altervista.org/per_volume.htm
Dice Gesù:
«Si dice che Giuseppe fu il nutrizio mio. Oh! che se non poté come uomo darmi il latte con cui mi nutrì Maria, egli spezzò se stesso nel lavoro per darmi pane e conforto ed ebbe gentilezza d’affetti di vera madre. Da lui ho imparato - e mai allievo ebbe un maestro più buono - tutto quanto fa del bambino un uomo. E un uomo che si deve guadagnare il pane.
Se la mia intelligenza di Figlio di Dio era perfetta, occorre riflettere e credere che non volli uscire clamorosamente dalla regola dell’età. Perciò, avvilendo la mia perfezione intellettiva di Dio al livello di una perfezione intellettiva umana, mi sono assoggettato ad avere a maestro un uomo e ad avere bisogno di un maestro. Che se poi ho appreso con rapidità e buona volontà, ciò non toglie merito a Me d’essermi fatto soggetto ad un uomo, e all’uomo giusto d’esser stato colui che ha nutrito la mia piccola mente delle nozioni necessarie alla vita.
Le care ore passate a fianco di Giuseppe, che come per un giuoco mi condusse ad esser capace di lavorare, Io non le dimentico neppure ora che sono in Cielo. E quando guardo al padre mio putativo, rivedo il piccolo orto e il laboratorio fumoso, e mi pare di vedere affacciarsi la Mamma col suo sorriso, che faceva d’oro il luogo e beati noi.
Quanto avrebbero da imparare le famiglie da questa perfezione di sposi che si amarono come nessun altro si amò!
Giuseppe era il capo. Indiscussa e indiscutibile la sua autorità familiare, davanti alla quale si piegava riverente quella della Sposa e Madre di Dio e si assoggettava il Figlio di Dio. Tutto ben fatto quello che Giuseppe decideva di fare, senza discussioni, senza puntigli, senza resistenze. La sua parola era la nostra piccola legge. E, ciononostante, in lui quanta umiltà! Mai un abuso di potere, mai un volere contro ragione solo perché era il capo. La Sposa era la sua consigliera soave. E se nella sua umiltà profonda Ella si riputava l’ancella del consorte, il consorte traeva dalla sua sapienza di Piena di Grazia lume di guida per tutti gli eventi.
Ed Io crescevo come fiore protetto da due alberi gagliardi, fra questi due amori che si intrecciavano su Me per proteggermi ed amarmi.
No. Finché l’età mi fece ignorare il mondo, Io non rimpiansi il Paradiso. Dio Padre e il Divino Spirito non erano assenti, poiché Maria era piena di Essi. E gli angeli vi avevano dimora, poiché nulla li allontanava da quella casa. E uno, potrei dire, aveva preso carne ed era Giuseppe, anima angelica, liberata dal peso della carne e solo occupata a servire Dio e la sua causa e ad amarlo come lo amano i serafini. Lo sguardo di Giuseppe! Placido e puro come quello di una stella ignara delle concupiscenze terrene. Era il nostro riposo, la nostra forza.
Molti credono che Io non abbia umanamente sofferto quando la morte spense quello sguardo di santo, vegliante nella nostra casa. Se ero Dio, e come tale cognito della felice sorte di Giuseppe, e perciò non addolorato per la sua dipartita che dopo breve sosta nel Limbo gli avrebbe aperto il Cielo, come Uomo ho pianto nella casa vuota della sua amorosa presenza. Ho pianto sull’amico estinto. E non avrei dovuto piangere su questo mio santo, sul cui petto avevo dormito piccino e dal quale avevo per tanti anni avuto amore?».
Vita

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I brani estratti da "L'Evangelo come mi è stato rivelato" sono catalogati in base al “metodo” trinomico “Verità-Via-Vita” del beato Alberione. Alla mente corrisponde Cristo Verità, alla volontà Cristo Via, al cuore Cristo Vita. Oppure ancora (nell'ordine Verità, Via, Vita): fede, speranza, carità; mente, volontà, cuore; il vero della dottrina, il bene della morale, il bello della forma; dogma, morale, grazia; Verità cui credere, Via da seguire, Vita cui partecipare; teologia dogmatica, ascetica e pastorale; verità, giustizia, pace; lo studio di ogni verità ha tre momenti storici: tesi, crisi, sintesi; spirito, studio, apostolato e povertà; ovunque si formi un clima familiare, religioso e sociale; luce alla mente, dolcezza al cuore, santità all'anima; la pietà secondo Gesù Cristo Via, Verità e Vita; lo studio secondo Gesù Cristo Via, Verità e Vita; l’apostolato secondo Gesù Cristo Via, Verità e Vita; la disciplina religiosa secondo Gesù Cristo Via, Verità e Vita; rendere cristiana la vita nel pensiero, nei sentimenti, nelle attività; studiare, imitare, investirci di grazia; visione di Dio, possesso di Dio, gaudio di Dio.
Poiché tre sono quelli che rendono testimonianza: lo Spirito, l'acqua e il sangue, e questi tre sono concordi” (cfr. 1Gv 5,1-9).
A te, Spirito di Verità, consacro la mente, la fantasia, la memoria: illuminami. Che io conosca Gesù Cristo Maestro e comprenda il suo Vangelo. A te, Spirito santificatore, consacro la mia volontà: guidami nei tuoi voleri. A te, Spirito vivificatore, consacro il mio cuore: custodisci e accresci in me la vita divina.

[Vita] - Una solitudine piena del desiderio di Dio
[Vita] - Come può Dio amare il mio fango?
[Vita] - Abbiate fiducia in Me, su tutto
[Vita] - Insegnaci a pregare
[Vita] - "Padre nostro".
[Vita] - "Sia santificato il tuo Nome".
[Vita] - "Venga il Regno tuo in Terra come in Cielo".
[Verità] - "Dacci il nostro pane quotidiano".
[Verità] - "Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori".
[Verità] - "Non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal Maligno".
[Via] - La fede non si impone
[Via] - La fede non si impone
[Vita] - Preghiera di un lebbroso
[Via] - Beato se sarò oltraggiato e calunniato
[Verità] - Di fronte alla morte
[Verità] - Dio ed il suo Verbo
[Vita] - Tutto il creato può essere luogo di preghiera
[Via] - Amate la volontà di Dio
[Verità] - In verità vi dico che non ho trovato tanta fede in Israele
[Vita] - Seguimi
[Vita] - Preghiera per coloro che piangono fra le nebbie della vita
[Via] - La scelta tra Bene e Male
[Via] - L’impurità
[Via] - Dio appare nella sua maestà di Creatore
[Via] - L’adulterio
[Via] - Il giuramento
[Via] - La preghiera
[Via] - Il digiuno
[Via] - Il giusto uso delle ricchezze e la fiducia in Dio
[Via] - I consigli evangelici che perfezionano la Legge
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"Non però che da noi stessi siamo capaci di pensare qualcosa come proveniente da noi, ma la nostra capacità viene da Dio, che ci ha resi ministri adatti di una Nuova Alleanza, non della lettera ma dello Spirito; perché la lettera uccide, lo Spirito dà vita" (2Cor 3,5-6).

In data 21 giugno 2013, memoria di S. Luigi Gonzaga e inizio della novena a San Paolo, per grazia di Dio consegno il presente sito, completato nelle sue parti principali, all'Istituto Santa Famiglia di Salerno quale ulteriore mezzo di preghiera, apostolato e cooperazione.

V. M.

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